Quindi i motivi sono anche storici e non solo religiosi. Continuano poi: «Francamente non pensavamo che il suono delle campane cittadine alle 21 fosse una immissione tremenda da sconvolgere l’equilibrio psico-fisico di persone in cerca di notorietà. Né tantomeno meritevole di un regolamento acustico comunale. Pensavamo che queste persone invece, in modo razionale e asettico, avessero di che ridire sullo spaccio di droga a tutte le ore del giorno e della notte in pieno centro storico. Pensavamo che queste persone avessero qualche cosa da ridire sulla movida notturna che genera forti squilibri sociali irrisolti». E invece all'UAAR interessano solo i dispettucci infantili. «Pensavamo che queste persone avessero a cuore la buona gestione della città nei suoi molteplici aspetti. Capiamo benissimo che ogni Associazione abbia il proprio fine sociale. E’ però ingiusto, da irrilevante minoranza, porsi gratuitamente di traverso alla volontà della stragrande maggioranza della popolazione, imprigionando in un eccesso di democrazia il comune sentimento popolare, di tradizione e di storia. Perché quella di Pisa è storia con la S maiuscola. Gli altri cercano di farla a tutti i costi, senza costrutto. E che hanno paura che un rintocco di campana possa sconvolgergli un’anima inquieta» (da PisaNews). E' solo l'ennessimo ridicolo tentativo per dimostrare (o autodimostrarsi) che gli atei moderni possono smuovere le montagne. Peccato che per ora smuovano soltanto l'assopita coscienza cristiana italiana, come si è dimostrato in questo articolo: Grazie all’UAAR migliaia di crocifissi in più nelle scuole e nei comuni italiani
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