Potevamo intitolare quest'articolo nel modo utilizzato da scrittori alla Corrado Augias quando vogliono creare il solito polverone sul Vaticano: "I segreti dell'UAAR", oppure "Tutto quello che avreste voluto sapere dell'UAAR", o anche: "UAAR S.p.a: la verità sull'UAAR", e infine: "Quel che l'UAAR non ti farebbe mai leggere". Abbiamo però preferito essere originali e attenerci strettamente ai fatti descritti qui sotto, che sono di per sé già pubblici sul web, per tutti e da diversi mesi.
Sul sito dell'UAAR (l'unica associazione italiana di atei convinti di essere anche razionalisti) leggiamo che fra i suoi comandamenti c'è quello di «far fronte al dilagare della presenza cattolica sulla stampa», attraverso «notizie, articoli, recensioni, documenti, informazioni e dossier su tutto quanto riguarda la laicità e la non credenza». Ma tutto, tutto? Non proprio. Indaffarati ad arginare la stampa cattolica si sono casualmente dimenticati di informare pubblicamente della "decapitazione" di diversi responsabili dell'associazione stessa. In particolare quelli dei Circoli di Lecce e della Puglia, di Bari, di Rimini e di Roma (e molti altri semplici associati). Due di essi hanno aperto dei blog personali attraverso i quali hanno svelato quali trame si celano dietro la più grande associazione di atei militanti italiani: intrighi, giochi di potere, litigi e insulti, intrallazzi economici, gelosie amorose, attaccamenti alla poltrona, abuso di potere, violazione della libertà d'opinione, dispotismo del comitato centrale e del segretario ecc... Non ci aspettavamo certo nulla del genere da un'associazione che si definisce "razionalista", sempre pronta a sparare pistolotti moralisti verso i cristiani, il Vaticano, congregazioni religiose e politiche. Ma, bando alle ciance, diamo la parola agli "ex", ai "decapitati", agli "epurati", ai dimissionari, ossia alla fonte più informata sul vento che tira nel microcosmo (ir)razionalista dell'UAAR...(continua a leggere)






